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Museo Archeologico |
| L'Esposizione archeologica
relativa alle scoperte riguardanti l'insediamento antico
di Castiglion Fiorentino, si snoda in varie sale dedicate
all'oppidum etrusco, all'area archeologica del Cassero e
al territorio. Particolare rilievo viene dato al Deposito
di Brolio scoperto nel 1863, a Brolio Melmone, esempio di
insediamento di produzione e commercio lungo il Clanis e
alle attività caratteristiche di abitanti simili
presenti nell'agro castglionese. L'allestimento espositivo
è corredato da un plastico che presenta le ricognizioni
archeologiche effettuate sul territorio dal Gruppo Archeologico
della Valdichiana e da supporti multimediali che offrono
ai visitatori ricostruzioni didattiche su svariate tematiche. |
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| Castiglion Fiorentino si è
sviluppato nei secoli favorito dalla sua posizione geografica
strategica, che lo connota come un probabile oppidum a dominio
e controllo di percorsi viari, sia in senso longitudinale
(Arezzo, Cortona, Chiusi), che trasversale, lungo l'itinerario
di collegamento tra la Val di Chiana e la Val Tiberina nell'ambito
di un territorio verosimilmente conteso tra i centri maggiori.
Il sito, già frequentato in epoca preistorica e protostorica,
appare sopratutto fiorente tra l'età tardo arcaica
ed ellenistica, periodo quest'ultimo durante il quale il
nucleo abitato appare organizzarsi topograficamente munendosi
anche di un circuito murario di recente messo in luce. |

Leida Rijksmuseum
Oudheden Montecchio:
fanciullo offerente (metà
II sec. a.C.)
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| Particolare rilievo è
dato nell'esposizione ai risultati dello scavo archeologico
stratificato che ha interessato l'area del Piazzale del
Cassero e all'ipotesi ricostruttiva del tetto dell'edificio
sacro. Le indagini archeologiche, effettuate a partire dal
1991 nell'area del Cassero, hanno rivelato. tra l'altro,
la presenza di strutture riferibili ad un tempio, all'interno
del quale sono presenti materiali che attestano almeno due
fasi di vita, la prima, tra la fine del V e gli inizi del
IV sec. a.C. , a cui si riferisce la ricostruzione proposta,
la seconda, pertinente al periodo ellenistico (II sec. a.C.),
alla quale appartengono alcune lastre architettoniche con
motivi floreali, antefisse, vari frammenti ceramici e bronzetti
ex voto. La maggior parte dei materiali riferibili alla
fase più antica costituiscono il rivestimento in
terracotta policroma del tetto del tempio: una serie di
tegole unite da coppi completati in alcuni casi da antefisse
a testa leonina con tratti vagamente gorgonici. |
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Il prospetto della copertura
consta di una sima frontale (cornice terminale), composta
da moduli, il più completo dei quali esibisce un
fregio floreale in rilievo, che presenta all'estremità
una testa di Gorgone con funzione apotropaica. |
Particolare
del tetto del Tempio Etrusco |
| Questa protome, vivamente
plastica, mostra volto rotondo e minaccioso, capigliatura
serpentiforme, bocca da cui fuoriescono la lingua pendula
e i denti aguzzi in forma di zanne. |
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Gorgone |
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