 Collegiata
di S. Giuliano
Nel 1836, in seguito alla caduta di un fulmine sulla vecchia Collegiata,
e grazie ad alcuni lasciti si decise di costruire una nuova Collegiata.
Il progetto fu eseguito dall'architetto castiglionese Pietro Mancini.
L'edificio fu consacrato nel 1853. Il loggiato in stile neoclassico
venne invece terminato nel 1860, la cupola nel 1867 e il campanile
solo nel 1930, su disegno dell'architetto Corinto Corinti. L'impianto
interno è a croce latina, a tre navate coperte a botte.
Le pareti e gli altari ospitano un gran numero d'opere d'arte,
ricordiamo: a destra un rilievo raffigurante S. Antonio attribuito
alla bottega di Andrea della Robbia, la Trasfigurazione di Domenico
Pugliani, la Vergine in Trono e Santi (1486) di Bartolomeo della
Gatta, un'Annunciazione in terracotta invetriata di Scuola robbiana.
Nel transetto destro: S. Girolamo e S. Giovanni Battista (1660)
di Salvi Castellucci, l'Adorazione del Bambino di Lorenzo di Credi.
Nel transetto sinistro: S. Michele Arcangelo (1659 ca.) di Salvi
Castellucci, la Vergine in trono (fine XIII sec.) di Segna di
Bonaventura.
Sulla parete della navata sinistra:la Vergine con Bambino e Santi
(1527), attribuita ad Angelo di Lorentino d'Arezzo, una Deposizione
del Naldini. Nella sagrestia che funge da collegamento con la
Pieve Vecchia si trovano altri dipinti, tra cui la Coronazione
di spine di scuola toscana del XVIII sec. con ascendenze caravaggesche
e la Flagellazione, attribuita alla scuola dell'Empoli.
Chiesa
della Consolazione
La tradizione locale vuole che Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo
I de' Medici, avesse riacquistato la vista pregando di fronte
al tabernacolo con l'effigie della Vergine che lì sorgeva.
La nobildonna lasciò allora una notevole somma di denaro,
che fu impiegata per la costruzione di un tempio dove custodire
l'immagine miracolosa. I lavori di costruzione si protrassero
fino al 1607. L'anno successivo, causa la pioggia incessante,
la cupola ottagonale crollò. L'attuale copertura fu ideata
nel 1610 da un architetto romano, mentre un nuovo altare a quattro
facciate per l'immagine della Vergine venne realizzato da Filippo
Berrettini.
L'oratorio è a pianta centrale ottagona, con una cappella
più bassa rispetto al corpo principale. Le forme classiche
dell'interno hanno dato origine ad importanti attribuzioni riguardo
all'architetto: alcuni lo vogliono opera del Vasari, altri dell'Ammannati,
altri ancora di Antonio da Sangallo il Giovane. Agli altari si
trovano tele di pittori aretini del XVII sec., tra cui spicca
una Crocifissione e Santi di Benedetto Veli.
Chiesa del Rivaio
La chiesa fu costruita nel 1642 su di un precedente oratorio,
sorto per venerare una Maestà. Fu terminata nel 1655. All'interno
a destra: Crocifisso ligneo del XVI sec., lo Sposalizio di S.
Caterina dell'aretino Salvi Castellucci, la Vergine con il Bambino
della fine del XIV sec. proveniente dall'oratorio. A sinistra
altare in stucco con una tela raffigurante la Vergine con il Bambino
in gloria e Santi, del Paladini un altare in pietra di pregevole
fattura eseguito dallo scultore Ippolito Bracci, su di esso è
una tela con l'Immacolata Concezione e le anime del Purgatorio
opera di Salvi Castellucci. Sempre dello stesso artista è
la tela con lo Sposalizio della Vergine nell'altare a destra del
transetto.
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